 La raccolta di un grappolo di Brunello
 Uomini in vendemmia tra i vigneti di Montalcino
 La selezioine dei chicchi di uva al tavolo di cernita
La vendemmia del Brunello
La vendemmia è il momento sacro di tutta la produzione del Brunello di Montalcino in cui giunge a compimento tutto il lavoro dell’anno in vigna ed inizia in cantina la trasformazione delle uve in vino. Quelli della vendemmia sono giorni ricchi di fascino: il territorio brulica di vita, di appassionati che vangono a dare una mano, di ore interminabili di lavoro, di feste private.
La raccolta in vigna
Per il Brunello di Montalcino i viticoltori scelgono solo uve eccellenti, diradando i grappoli già durante la fase vegetativa e prima della vendemmia, con diverse tecniche colturali, lasciando maturare solo i 3-4 grappoli migliori per ogni ceppo.
La vendemmia inizia nel mese di settembre ed inizia quando le uve sono al giusto punto di maturazione, momento deciso da ogni singolo vigneron a seconda dell’andamento stagionale, del proprio stile e delle zone.
I test che vengono effettuati nei giorni della vendemmia sulla percentuale zuccherina del mosto iniziano a raccontare qualcosa sull’annata: un’alta percentuale di zucchero e una buona acidità solitamente promettono un Brunello di razza.
Le uve Brunello sono raccolte a mano e selezionate direttamente in vigna: quelle perfette sono destinate al Brunello, le altre agli altri vini. Vengono quindi poste in cassette facendo religiosa attenzione a non rovinare i grappoli schiacciandoli o lasciandoli sotto il sole. Infine vengono caricate sui carri e trasportate in cantina per la diraspatura e la pigiatura.
La vinificazione in cantina
In cantina l''uva viene scaricata direttamente nella diraspatrice che delicatamente divide gli acini dai raspi. Poi a mano avviene la seconda selezione su tavoli vibranti in acciaio per eliminare gli ultimi acini guasti e piccole impurità.
Infine l'uva è pressata sofficemente e il mosto posto in vasche di acciaio, cemento o legno per la fermentazione alcolica che deve svolgersi senza interruzioni e senza innalzamenti di temperatura per circa 10-12 giorni. Infine il giovanissimo vino rimane ancora sulle bucce per qualche giorno ad assorbire quanto di meglio è possibile.
Poi avviene la svinatura: il vino viene travasato, pulendolo dalle fecce, negli stessi contenitori o in legno dove svolge la fermentazione malolattica che trasforma l’acido malico in acido lattico. Dopo questa seconda rifermentazione seguono tre mesi di travasi ad intervalli di circa 50 giorni per eliminare i sedimenti in sospensione.
Da marzo-aprile il vino è pronto per i lunghi anni dell’invecchiamento in botte di rovere o barriques per culminare infine con l’ultimo periodo di affinamento in bottiglia.
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