Genti di Toscana
Indigeni cosmopoliti
Da sempre Montalcino e la Val d'Orcia sono terre di traffici commerciali, di guerre, di passaggio di uomini e merci e di conseguenza di contaminazione di culture, genti e tradizioni. I primi abitanti delle colline di Montalcino furono gli etruschi dei quali restano tracce evidenti nel sito archeologico di Poggio Civitella risalente al VI seolo a.C. Nei secoli poi, Montalcino ha subito diverse “invasioni”: commercianti, artigiani, mercenari e, in tempi più recenti, turisti, appassionati, amanti del suo vino e del suo paesaggio che qui hanno deciso di investire e trascorrere parte dell’anno o di trasfersi per la vita.
Questi flussi han permesso alla società ilcinese, di tradizione medievale, di entrare in contatto fisico e culturale con altre realtà molto diverse. E se una parte di società si è dimostrata, e si dimostra tutt’ora, restia alla fusione ed al mescolamento - cosa che ha garantito ad alcuni usi e costumi di tramandarsi fino ai giorni nostri - un’altra parte ha subito la fascinazione dello straniero e ne ha accolto i caratteri di diversità generando stili di vita alternativi e cosmopoliti.
Il melting pot della terra del Brunello
Montalcino è un melting pot culturale in cui ad uno strato originario di ilcinesi di origine medievale e comunale si integrano molti altri sostrati umani provenienti dalle più disparate regioni d’Italia e del mondo: alcuni attratti dalla bellezza e dolcezza della campagna, altri richiamati dalla possibilità di un lavoro nel vasto indotto vitivinicolo, altri ancora, invece, che hanno investito numerosi denari ed energie in terreni ed immobili per la produzione del vino.
Oggi, sorseggiando un aperitivo seduti ad uno dei tavolini nella piazza del paese, non è raro intercettare qualche conversazione in tedesco o inglese (ma sempre più spesso anche in rumeno, albanese, arabo, giapponese, indiano...) di qualcuno sceso da un Land Rover che, passando per la strada, entra al panificio salutando la panettiera con uno schietto “Buongiorno Giovanna, come andiamo oggi!?”; o essere invitati da un amico laotiano per una deliziosa cena orientale; o passare un piacevole pomeriggio a conversare con la dolce maestra d’inglese, tanto felice che siano in arrivo i suoi parenti canadesi.
Ciò che contraddistingue oggi la società di Montalcino è qualcosa che si potrebbe descrivere con l’espressione di “indigena comopolita” per indicare le due anime, una originaria e una proveniente dall’esterno, che si incontrano, si scambiano e spesso si fondono nella complessa trama umana della terra del Brunello.