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Il disciplinare del Brunello di MontalcinoUn sistema di regole per esprimere il territorioIl chiaro disciplinare del Brunello di Montalcino è la bussola che regola la viticoltura, la vinificazione e l'affinamento di questo grande vino. L'interpretazione umana dei fattori naturali pianta-terreno-clima crea poi lo spazio per la realizzazione delle visioni individuali. Il Brunello di Montalcino è stato nel 1980 il primo vino italiano a ricevere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). ViticolturaIl Brunello deve essere prodotto con sole uve di Sangiovese coltivate nel Comune di Montalcino in vigneti iscritti all'Albo e che qui prendono il nome di "Brunello". La resa massima di uva per ettaro deve essere di 80 quintali, la resa dell'uva in vino del 68%. VinificazioneIl processo di vinificazione delle uve Sangiovese deve essere attento e rigoroso poichè non tutti i vini potrebbero fregiarsi del nome Brunello di Montalcino se non rientrassero in questi paramentri fissati dal Disciplinare:
InvecchiamentoE' previsto poi un affinamento minimo di 2 anni in botti di rovere. L'invecchiamento in bottiglia, invece deve essere almeno di 4 mesi (6 mesi per la Riserva). L'imbottigliamento deve essere fatto nel Comune di Montalcino esclusivamente in bottiglie di forma bordolese. MercatoIl Brunello può essere immesso sul mercato solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 anni per la Riserva). Dall'annata 1999 per il Brunello e dal 2003 per gli altri vini di Montalcino, il Consorzio ha reso pubblico un sistema che permette la tracciabilità di tutti i vini a denominazione di Montalcino per verificare autenticità, produttore, partita e dati analitici delle bottiglie. (www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/tracciabilita.html) |